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24/08/2010

Nasce il Soave Vigne Vecchie. Paolo Castagnedi ce lo racconta.

Tenuta Sant'Antonio non ha mai fatto mancare le interpretazioni più suggestive ed interessanti del Soave, anche perché i suoi vini vengono prodotti nella zona definita allargata, spesso identificata come bacino di produzione più dell'Amarone che del Soave. Ma forte di un cru aziendale, il Monte Ceriani, un appezzamento collinare di vigne vecchie, ubicato ai piedi della val d'Illasi produce questro soave complesso, fruttato e sapido con un'avvolgente nota minerale. Ora la scelta di creare il Soave Vigne Vecchie, per valorizzare un terroir ancora più peculiare e identificabile, e un vigneto che ha più di 30 anni di vita. Paolo Castagnedi spiega così questa scelta: " Ad un primo della classe non puoi chiedere le stesse cose che chiederesti agli altri."Questa la filosofia che sottostà  alla scelta di produrre un Soave importante, grazie ad una selezione rigorosa della materia prima, dalla quale si può pretendere molto di più. La produzione del Vigne Vecchie ha all'inizio una severa selezione dei grappoli e successive fasi di lavoro enologico per far emergere davvero ciò che ha di peculiare la materia prima e non ciò che noi, come produttori, vorremmo che avesse: quindi la metà  del prodotto viene affinata in botti di rovere francese da 5 ettolitri e il restante 50% vede invece l'inox. Un battonage ogni 10/15 giorni consente di esprimere e proteggere al meglio tutta la complessità  del vino. Ne risulta con una nota minerale importante con particolare freschezza. Si farà  solo per certe annate. Il 2008 dimostra carattere ed ha uno stile più opulento e complesso, il 2009 registra invece un cambio di stile, con una maggiore prevalenza della nota fresca supportata da un'elegante finezza. E' un bianco importante, di carattere, che potrebbe sostituire anche certi rossi.